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Con il lockdown impennata di casi di bulimia e anoressia

“I disturbi alimentari sono una forma di depressione moderna che trova sfogo nel rifiuto del cibo”, a spiegarlo è Laura Dalla Ragione, psichiatra, direttrice della Rete Disturbi Alimentari della Usl1 dell’Umbria. Uno degli effetti della pandemia è l’impennata di casi di anoressia e bulimia tra i più giovani: dal 2019 al 2020 è stato registrato un incremento del 30%.

Storicamente la malattia esplode intorno all’età di 14 anni, ma negli ultimi mesi sono aumentati i ragazzi tra gli 11 e i 12 anni che si sono rivolti ai centri in cerca di aiuto. A lungo considerati disturbi prettamente femminili, oggi i maschi costituiscono il 20% dei pazienti.

Nel primo semestre del 2019, come racconta Repubblica, sono stati presi in carico dai servizi 163.574 adolescenti, tra maschi e femminine, che hanno espresso la loro frustrazione attraverso il cibo. Nei primi sei mesi del 2020 i casi sono diventati 230.458, con un enorme balzo in avanti.

“Il lockdown ha acuito tutte le patologie psichiatriche comprese quelle alimentari. Ma guarire si può”, conclude la psichiatra.

Redazione

 

 

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