Economia

Bankitalia su imprese e inflazione: attesi nuovi rincari sulle materie prime

Secondo l’indagine della Banca d’Italia condotta tra il 25 agosto e il 18 settembre 2026 presso le imprese italiane dell’industria e dei servizi con almeno 50 addetti, nel terzo trimestre i giudizi negativi sulla situazione economica generale si sono attenuati, pur rimanendo peggiori rispetto a quelli registrati prima dell’avvio della guerra in Medio Oriente. (Sole 24 Ore)

Le imprese “si attendono ulteriori aumenti nei prossimi dodici mesi” dovuti alle materie prime, dei prezzi di vendita i quali “hanno continuato a crescere in tutti i comparti, con una dinamica rispetto alla precedente rilevazione sostanzialmente stabile nell’industria in senso stretto e nei servizi e più contenuta nelle costruzioni”. Questo quanto emerge dall’indagine su inflazione e crescita condotta dalla Banca d’Italia presso aziende industriale e servizi. “La maggior parte delle aziende interessate dai rincari ascrivibili al conflitto dichiara di averli trasmessi in parte o del tutto ai propri prezzi”.

Nel 2025 le famiglie italiane hanno speso una media di 2.782 euro al mese, tra alimenti, abbigliamento, igiene personale, visite mediche, carburante e viaggi. I numeri dell’anno scorso rimangono pressoché invariati rispetto ai valori del 2024 (+27 euro), considerata anche l’inflazione – che pesa per l’1.6% se calcolata tramite l’Indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) –. Eppure, quasi un terzo delle famiglie ha limitato la spesa destinata al cibo, riducendo la quantità o la qualità dei prodotti acquistati.

Redazione

 

 

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