In una fase complessa per l’industria italiana, la farmaceutica si conferma uno dei motori della crescita, con un export che negli ultimi dieci anni è quasi quadruplicato (+248%), crescendo più di quello degli altri grandi Stati europea e della media dell’Unione (+148%) Il comparto con 69 miliardi di euro di export (il 75% della crescita totale italiana) e 74 miliardi di produzione nel 2025, rappresenta oggi circa il 2% del Pil nazionale e occupa direttamente 72.200 persone, che diventano oltre 300.000 considerando l’intera filiera e l’indotto. Tra il 2015 e il 2025, il saldo commerciale dell’industria farmaceutica ha contribuito al 6% della crescita del Pil, con un saldo estero positivo di 11 miliardi di euro. (Corriere)
Per rafforzare la capacità dell’Italia di attrarre nuovi investimenti industriali e di ricerca, Farmindustria in occasione dell’assemblea annuale indica quattro priorità. Il primo punta riguarda la politica della Most Favored Nation (MFN) promossa a maggio 2025 dall’Amministrazione Trump che punta a riequilibrare il finanziamento dell’innovazione a livello globale richiedendo agli Stati europei di allineare i prezzi a quelli degli Stati Uniti. «Mentre Usa e Cina aumentano gli strumenti per attrarre investimenti – spiega il presidente di Farmindustria Marcello Cattani, che è stato confermato per il terzo mandato consecutivo – l’Europa rischia di diventare meno competitiva. Già oggi osserviamo segnali preoccupanti: nei 10 mesi successivi all’annuncio della MFN si registra una riduzione del 40% nei lanci di nuovi farmaci nel continente europeo». Secondo Cattani è fondamentale affrontare e risolvere il payback farmaceutico, che ha raggiunto un valore di circa 2,4 miliardi di euro nel 2025, «perché nello schema MFN rappresenta una riduzione del prezzo che penalizza l’Italia».
La farmaceutica italiana si conferma uno dei principali motori dell’economia nazionale, ma la crescita del settore si confronta sempre più con le tensioni di un contesto globale competitivo, segnato da pressioni sui prezzi, vincoli regolatori e tempi ancora lunghi di accesso all’innovazione. Nel 2025 il comparto ha raggiunto circa 74 miliardi di euro di produzione e 69 miliardi di export, con oltre 72 mila occupati diretti. Negli ultimi dieci anni le esportazioni sono cresciute del 248%, contribuendo in modo rilevante alla performance del Made in Italy e all’obiettivo nazionale dei 700 miliardi di export entro il 2027.
Secondo i dati illustrati da Farmindustria, il comparto rappresenta circa il 2% del PIL e si conferma uno dei settori più rilevanti dell’industria italiana, anche grazie a un’elevata intensità di ricerca e a una crescente specializzazione in biotecnologie, farmaci innovativi e terapie avanzate.
Nel complesso, l’assemblea ha confermato la centralità della farmaceutica come settore industriale strategico per l’Italia, ma anche la crescente sensibilità verso il quadro regolatorio europeo e nazionale.
Per Farmindustria, la sfida non riguarda più soltanto la crescita dei volumi, ma la capacità del sistema Paese di garantire stabilità normativa, tempi rapidi di accesso all’innovazione e condizioni competitive per attrarre investimenti internazionali in ricerca e produzione.





