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Economia Regno Unito, in 10 anni la Brexit è costata il 6-8% del Pil

Un’analisi del National Bureau of Economic Research su decisioni e risultati finanziari di migliaia di aziende britanniche ha stimato che l’addio di Londra all’Ue, sancito dal referendum del 2016, sia costato al Regno Unito tra il 6% e l’8% del Pil. E quasi la metà dei britannici è favorevole a una nuova consultazione elettorale sulla Brexit. (Sky TG 24)

Nello studio del National Bureau of Economic Research – realizzato da accademici di università inglesi e americane e da due analisti economici – è stata ricostruita la traiettoria di crescita che il Paese avrebbe seguito senza l’uscita dall’Unione europea, confrontandola con l’andamento effettivo. Circa metà dell’impatto deriva dall’incertezza generata nel periodo immediatamente successivo al voto, la restante parte dall’innalzamento delle barriere commerciali seguito all’uscita di Londra dall’unione doganale e dal mercato unico nel 2021.

Nel documento The Economic Impact of Brexit, Nicholas Bloom, Philip Bunn, Paul Mizen, Pawel Smietanka e Gregory Thwaites stimano che entro la fine del 2025 il processo della Brexit abbia ridotto il Pil pro capite del Regno Unito di una forbice fra il 6 e l’8%, gli investimenti dal 12 al 18%, l’occupazione dal 3 al 4% e la produttività dal 3 al 4%. Effetti che sono cresciuti gradualmente nel tempo.

“Le stime macroeconomiche dell’impatto della Brexit generalmente superano quelle microeconomiche, basate su confronti tra imprese con diversi gradi di esposizione all’Ue – si legge nel documento – Le prime suggeriscono che il Pil pro capite nel 2025 sia stato inferiore dell’8% rispetto a quanto sarebbe stato senza la Brexit. L’approccio microeconomico indica un calo del 6%. Per gli investimenti delle imprese, il divario è maggiore: 18% contro 12%. Le stime per l’occupazione e la produttività sono più allineate, attestandosi tra il 3% e il 4% per entrambi gli approcci”.

“Quattro canali principali spiegano questi effetti. In primo luogo, la Brexit ha generato una persistente incertezza che ha pesato in modo particolare sugli investimenti. I dati dei sondaggi mostrano che quasi il 40% delle imprese ha indicato la Brexit come una delle tre principali fonti di incertezza subito dopo il referendum, percentuale salita al 55% nel 2019 prima di diminuire in seguito alle elezioni del dicembre 2019 che hanno spianato la strada all’uscita formale del Regno Unito”, spiega lo studio.

Redazione

 

 

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