Economia

Regione Lazio: si investe su multinazionali e hotel di lusso

L’economia del Lazio è cresciuta a un ritmo superiore a quella nazionale anche nel 2025 grazie al traino dell’export mentre aumenta l’appeal della regione per i gruppi multinazionali esteri e per le catene alberghiere di lusso. (Borsa Italiana)

Lo stima Unindustria che ha fatto il punto sul contesto economico regionale e indicato le principali sfide per le imprese nel breve termine a partire dal costo dell’energia e dalle potenzialità ulteriori dell’export soprattutto in relazione ai nuovi accordi Ue con Mercosur e India. “Siamo una regione in buona salute e che sta accelerando – ha detto il presidente Giuseppe Biazzo – Nel 2024 il Pil è aumentato dell’1,2% a fronte dello 0,7%, con un contributo dell’industria alla crescita vicino al 60% che rende il risultato ancora piu’ promettente per il futuro.

Abbiamo stime consolidate positive anche per il 2025 e il 2026, per quanto non ai livelli del 2024″. Per l’anno appena concluso la previsione e’ di +0,7/+0,9% a fronte di una stima nazionale Istat di +0,5%. In base alle statistiche dei primi tre trimestri, l’export e’ cresciuto del 14% e gli occupati di circa 10mila unita’, in particolare donne e nel settore industriale. Significativi dell’aumento di interesse del Lazio e di Roma in particolare, secondo Unindustria, sono due dati: il numero delle multinazionali sul territorio regionale passato da 133 da 148 nell’ultimo anno con l’attrattivita’ in particolare dell’industria del life sciences – come nel caso dell’investimento di Novo Nordisk ad Anagni – e l’incremento degli hotel a 4 e 5 stelle nella capitale con 80 nuove strutture dal 2019 al 2025 e con la previsione di nuove inaugurazioni per altri 14 alberghi nell’anno in corso per un totale di 1500 camere grazie a investimenti per circa 400 milioni di euro.

“Siamo soddisfatti dell’iniziativa ‘Invest in Lazio’ per l’attrazione degli investimenti – ha proseguito Biazzo – Per le aziende la cosa piu’ importante e’ la semplificazione e insieme ad essa la programmazione pluriennale perche’ dobbiamo evitare che dopo il Pnrr ci sia un calo drastico degli investimenti”.

Redazione

 

 

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