Economia

La Cina mette al bando i chip Usa di Micron

Si tratta della prima decisione di ban da parte della Cina nei confronti di un produttore di tecnologie americano. L’azienda in Cina realizza il 25% dei ricavi. (Sole 24 Ore)

La Cina boccia il produttore americano di chip Micron a causa di “gravi rischi” sulla sicurezza informatica al termine di una revisione dei prodotti venduti nel Paese. In questo modo, secondo quanto detto in serata dall’Autorità di regolamentazione nazionale sulla cybersecurity, gli operatori delle infrastrutture informatiche chiave dovrebbero smettere di acquistare i prodotti Micron.

A marzo, la Cina aveva reso pubblica l’iniziativa su Micron, il più grande produttore Usa di chip di memoria, al fine di tutelare la sua catena di approvvigionamento informatica e la sicurezza nazionale. La bocciatura aggiunge altra tensione ai rapporti Cina-Usa.

Si tratta della prima decisione di ban da parte della Cina nei confronti di un produttore di tecnologie americano. Il danno è importante per l’azienda: secondo quanto scrive il Financial Times per Micron la Cina continentale e Hong Kong valgono il 25% dei ricavi.

Lo scorso autunno il governo statunitense ha introdotto una serie di nuove regole che impongono ai produttori una licenza dal Dipartimento del Commercio per esportare semiconduttori e apparecchiature per la produzione di chip alle aziende cinesi.

Anche Olanda e Giappone hanno deciso per una stretta. Alcuni analisti citati dal quotidiano finanziario inglese dicono che nella crescita di tensione commerciale tra Stati Uniti e Cina, quella che ormai viene definita “guerra dei chip”, Micron era abbastanza facile che fosse il primo target in quanto la sua tecnologia può essere facilmente sostituita da quella dei competitor sud coreani come Samsung e SK Hynix.

Redazione

 

 

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