L’Europa importa il 30% del suo fabbisogno di carburanti per aerei e questo la rende vulnerabile a colli di bottiglia nell’offerta. L’allarme lo aveva lanciato l’Associazione internazionale del traffico aereo a novembre scorso nel suo rapporto sulle prospettive dell’approvvigionamento di carburante, alla luce dell’impatto delle sanzioni sulla Russia. Ora la vulnerabilità dell’Europa è evidente, con la situazione creata dal conflitto in Iran e dalla chiusura dello stretto di Hormuz.La IATA aveva lanciato un allarme importante sulla dipendenza crescente dell’Europa dalle importazioni. (Sky TG 24)
“L’Europa è da tempo un importatore netto di carburante per aerei, con le importazioni che coprono circa il 30% della domanda regionale. Infrastrutture consolidate, come l’hub Amsterdam–Rotterdam–Anversa (ARA) e il Central European Pipeline System (CEPS) della NATO, supportano grandi flussi di carburante e la distribuzione verso i principali aeroporti. Questi sistemi garantiscono una certa resilienza nei mercati principali. Tuttavia, con il calo della capacità di raffinazione europea e la crescente dipendenza dalle importazioni, emergono vulnerabilità nelle aree prive di infrastrutture solide”. L’Associazione internazionale aveva sottolineato come, per diverse motivazioni, la resilienza di approvvigionamento di carburante per aerei stesse diventando sempre più fragile: “Alcune regioni che un tempo erano autosufficienti ora competono per le importazioni, creando colli di bottiglia”.
“L’industria energetica tradizionale rimarrà profondamente interconnessa e indispensabile per l’economia globale fino al pieno raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione. Sebbene nessun settore possa gestire da solo questa transizione strutturale, il trasporto aereo è particolarmente esposto alle vulnerabilità delle catene di approvvigionamento”, aveva ancora spiegato la IATA, “per mitigare i rischi sono necessarie azioni coordinate tra industrie e governi per evitare interruzioni croniche dell’offerta e mantenere la stabilità del mercato. Sebbene la diversificazione delle fonti di approvvigionamento possa essere costosa, è fondamentale per ridurre la volatilità dei prezzi e limitare l’influenza dei fornitori dominanti. L’Europa deve quindi agire strategicamente ampliando le opzioni di approvvigionamento, costruendo capacità di stoccaggio regionali e accelerando l’adozione di carburanti sostenibili per l’aviazione, al fine di garantire la sicurezza delle forniture di carburante e sostenere la transizione energetica nel lungo periodo”.




