Gasolio a 2,3 euro a Trastevere, a 2,2 sulla Nomentana e ai Parioli, viale Buozzi, dove farsi fare rifornimento al diesel costa 2,117 euro al litro. E benzina a 2,098 sulla Laurentina e al Nuovo Salario, con picchi sui pannelli delle stazioni di servizio che si registrano intorno a piazzale Jonio. In Medio Oriente aumentano i conflitti, e seppure con carburante stoccato in grandi quantità, i prezzi schizzano un po’ ovunque. (Corriere)
Anche nella Capitale, dove già si vedono le prime code per i rifornimenti, «che sennò poi gli aumenti diventano davvero folli», commenta Valerio, un automobilista romano, mentre aspetta il suo turno in fila dietro a una pattuglia dei vigili urbani per fare gasolio (a 2,027 euro) all’Ip di viale Giulio Cesare, probabilmente uno dei benzinai più centrali, quindi tra i più costosi, anche per le Jeep del Campidoglio.
Ricostruendo la mappa di benzinai e stazioni di servizio sul territorio della Capitale sul portale «Osservaprezzi carburante» del ministero delle Imprese e del Made in Italy, emerge il quadro puntale della situazione: fare rifornimento costa ogni giorno di più, soprattutto se si possiede un diesel visto che, per la crisi in Iran e per le dinamiche della raffinazione, il gasolio sembra ormai aver superato la benzina nei costi alla pompa. Così ai romani, già vessati dalle tasse — Roma tra le città più costose in assoluto e con più pressione fiscale, quella con le addizionali Irpef più alte —, non rimane che mettersi a cercare il benzinaio più conveniente per provare a smorzare, o comunque a non subire troppo, l’ondata dei rincari.
Del resto nelle ultime 48 ore, cioè poco dopo l’attacco Usa-Israele e lo scoppio del nuovo conflitto in Medio Oriente, la curva degli aumenti si è trasformata in un’impennata: quasi 10 centesimi euro/litro, più 17,5 per cento, per il gasolio; mentre la benzina è salita di 3,3 centesimi, più 7 per cento. «Complessivamente da inizio febbraio gli aumenti sono stati pari a 7 centesimi euro/litro per la benzina e a 14,5 centesimi per il gasolio», spiega la nota di Unem (Unione energia per la mobilità) che lega i rincari alla crisi e alla chiusura dello Stretto di Hormuz che, se prolungata, scatenerebbe «una corsa agli approvvigionamenti che spingerebbe i prezzi verso livelli difficili da immaginare», le parole del presidente Unem, Gianni Murano.
Ma i prezzi alle stelle, sono ovunque, da via Val d’Aosta nei pressi di Batteria Nomentana dove un litro di gasolio costa 2,167 euro, a via dei Prati Fiscali, da lungotevere delle Navi alla Flaminia alla Colombo, una sfilza di stazioni segnate di rosso sui siti specializzati ad enfatizzare l’allarme prezzi impazziti. Fino alle stazioni record stando ai dati di ieri: la Esso di Trastevere (2,299 euro al litro di gasolio) e la Q8 sulla A24 (2,279 euro). Meno del top italiano in una pompa di Milano — Ip di via Correggio: benzina 2,6, gasolio 2,610 euro —, ma sempre un salasso che, senza una rete di trasporti pubblici ancora adeguata, i romani non possono evitare.





