“Sentiamo circolare molti numeri e vorrei richiamare l’attenzione sul fatto che i numeri devono essere definiti con precisione. Quando si sentono cifre di crescita molto elevate, nella maggior parte dei casi si tratta di dati nominali”, ha aggiunto poi Lagarde. “Abbiamo una responsabilità verso la verità. I miei economisti dicono spesso che bisogna distinguere il segnale dal rumore, e credo che questa settimana ci sia stato molto rumore”, ha proseguito, in quello che è parso un riferimento alle affermazioni di Donald Trump, che aveva parlato di una crescita Usa che “sta esplodendo” con una stima per il quarto trimestre del 5,4%. (Sky TG 24)
“Nutro una grande fiducia e un grande affetto per il popolo americano e so che, alla fine, i valori profondamente radicati prevarranno. Questa è la mia speranza e la mia convinzione più forte”, ha proseguito Lagarde, negando che ci sia “dissociazione totale” fra l’Europa e gli Stati Uniti e anticipando che stava parlando “con una componente emotiva”. “A questo – ha detto la presidente della Bce – si aggiunge qualcosa che riguarda tutti noi: dobbiamo prestare molta attenzione alla distribuzione della ricchezza e alle disuguaglianze, che stanno diventando sempre più profonde e ampie. Se non ce ne occupiamo seriamente, ci stiamo avviando verso problemi molto gravi”.
“Costruire fiducia richiede tempo, mentre basta pochissimo per eroderla. Credo che la fiducia sia stata intaccata, forse un po’, forse molto. Ma il nostro dovere, nello spirito del dialogo, è senza dubbio quello di ricostruire ciò che può essere stato compromesso – ha detto ancora Lagarde – Quello che porto a casa da questa settimana è che abbiamo un dovere di verità. Noi, come istituzioni che producono dati e analisi su ciò che accade, abbiamo la responsabilità di distinguere i segnali dal rumore: è così che si mantiene la fiducia”.
Quella di quest’anno è stata un’edizione inevitabilmente segnata dalla presenza di Donald Trump. Il numero uno della Casa Bianca ieri ha avuto un bilaterale con Volodymyr Zelensky, al termine del quale il presidente ucraino ha annunciato per oggi e domani un primo incontro trilaterale tra Stati Uniti, Russia e Ucraina negli Emirati Arabi Uniti. “I documenti volti a porre fine a questa guerra sono quasi pronti, e questo è davvero importante. L’Ucraina sta lavorando con assoluta onestà”, ha aggiunto Zelensky, che ha poi sferrato però un attacco ai suoi alleati europei, accusati di non avere “volontà politica” per affrontare Vladimir Putin mentre la guerra continua a infuriare e di mostrarsi “persi” e “frammentati”. Al centro del summit anche la questione della Groenlandia, su cui mercoledì sera è arrivata la svolta con un accordo fra Trump e il segretario generale della Nato, Mark Rutte: un’intesa che per il presidente Usa è “per sempre. Ci sono molte cose buone nell’intesa, anche per l’Europa. Lavoreremo insieme e la Nato sarà coinvolta. Non avremo alcuna spesa se non quella di realizzare il Golden Dome”.





