Le vendite verso i Paesi extra Ue spingono l’avanzo della bilancia commerciale italiana, che sale a 44,7 miliardi di euro, in aumento rispetto ai primi undici mesi del 2024 (+43,1 miliardi). Ma è un risultato che viene raggiunto «grazie all’aumento delle vendite di un numero ristretto di settori», sottolinea l’Istat. (Repubblica)
Su base annua, per il solo mese di novembre la Turchia (-40,5%) è il Paese che fornisce il contributo negativo maggiore all’export nazionale. Flettono anche le esportazioni verso Regno Unito (-16,2%), paesi Asean (-21,5%), Stati Uniti (-2,9%) e Paesi Bassi (-9,7%); mentre crescono quelle verso paesi Opec (+18,9%), Svizzera (+12,2%), Belgio (+9,4%), Spagna (+4,9%) e Austria (+12,1%).
Una dinamica che si riscontra ancora di più per le vendite negli Stati Uniti, che stanno cominciando a risentire dell’impatto dei dazi: nel mese di novembre si registra un calo del 2,9%, anche se per i primi 11 mesi il dato è ancora più che positivo, +7,9%. Ma l’analisi per settori mostra una prevalenza di segni meno, dai prodotti alimentari ai macchinari alle auto. Spicca invece il +55,9% dei beni farmaceutici, e il +17,6% dei mezzi di trasporto, riferito esclusivamente alla cantieristica (per le auto l’Istat al contrario rileva un calo del 20,8%.
A novembre 2025 l’export in valore è pressoché stazionario su base annua (-0,1%), mentre in volume, si riduce del 2,1%. La quasi stazionarietà su base annua dell’export in termini monetari è sintesi di una crescita peri mercati Ue (+2,6%) e di una riduzione per quelli extra Ue (-2,8%).
Su base annua, tra i settori che più contribuiscono a frenare l’export nazionale si segnalano articoli sportivi,giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti medici, coke e prodotti petroliferi raffinati (-31,3%). All’opposto, i contributi positivi maggiori derivano dall’aumento delle esportazioni di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+17,0%), articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+6,1%) e macchinari e apparecchi (+3,2%).
Nei primi undici mesi del 2025, l’export registra una crescita tendenziale del 3,1%, spiegata dalle maggiori vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+30,9%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+8,4%), mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (+10,7%) e prodotti alimentari,bevande e tabacco (+4,3%). Le riduzioni più ampie per articoli sportivi,giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti medici, coke e prodotti petroliferi raffinati (-13,8%) e autoveicoli (-8,3%).
Nel confronto sugli 11 mesi con la Cina l’export italiano mostra quasi solo segni meno, con poche eccezioni. La principale è quella dell’agroalimentare, +4,9%.
Verso i Paesi Opec spiccano invece l’abbigliamento (+4,6%), i prodotti dell’agricoltura (+16,4%) metalli, computer, e la cantieristica. Domina su tutto il +91,4% della farmaceutica.
Verso i Paesi Asean brillano i prodotti dell’agricoltura (+35,6%) e i mezzi di trasporto (+80,8%, escluse le auto).
E infine il Mercosur, che anche senza il via libera al trattato mostra un aumento dell’export totale del 2%, dovuto in particolare all’abbigliamento (+5,9%), autoveicoli (+27%), prodotti in legno e articoli farmaceutici.





