L’anno dopo il Giubileo? È quello del boom, quello in cui si raccolgono i frutti della straordinaria pubblicità che ha avuto Roma in mondovisione. Nel 2001 quando si chiuse la Porta Santa aperta da Papa Wojtyla Roma scalò le classifiche turistiche e registrò un +17% di prenotazioni alberghiere. Per questo 2026 ci si aspetta altrettanto. E qualche segnale c’è già. (Il Messaggero)
Si avverte una forte spinta nell’occupazione del comparto ricettivo e turistico. I dati del sistema informativo Excelsior di Unioncamere parlano chiaro: nel solo mese di dicembre 2025 sono stati firmati 5.860 contratti di lavoro (l’87% sono rapporti dipendenti) solo nel settore dei servizi di alloggio, ristorazione e turismo. Nel febbraio 2026 si prevede saranno in tutto 19.180 (un anno fa erano 17.220). Ecco perché il 2026 potrebbe battere il nuovo record. Perché si parte da ottime basi: l’eco mediatica dei 33 milioni di turisti religiosi che hanno solcato le strade della Capitale («occasione di promozione e visibilità per tutto il sistema Italia», ha detto ieri la ministra del Turismo Daniela Santanché), e i 55 milioni di passeggeri atterrati a Roma durante l’anno giubilare (51 milioni solo a Fiumicino che ha toccato il +4% rispetto al 2024).
Presenze che la scorsa estate, secondo Federturismo, hanno fatto lievitare la tariffa media giornaliera degli hotel a 256 euro, rispetto ai 251 euro dello stesso periodo dell’anno precedente, mentre il ricavo medio per camera disponibile ha raggiunto i 200 euro, contro i 194 euro del 2024.
Per il 2026 si prevede un ulteriore, seppur lieve, incremento del tasso dell’occupazione degli hotel, che dovrebbe toccare il 78,6% secondo il Str Smith Travel Research (era il 78,2% questa estate).
Per il Ministero del Turismo, nel periodo compreso tra gennaio e novembre 2025, il comune di Roma ha registrato +9,4% di arrivi e +10,6% di presenze. E questi primi giorni dell’anno fanno ben sperare, dice Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma. «Sta andando bene, Roma ha avviato un processo importante e fino al 2028 abbiamo in programma aperture di nuovi hotel di livello», spiega Roscioli. Oggi nella Capitale ci sono una sessantina di hotel 5 stelle, dieci anni fa ce ne erano la metà. «E questo tipo di turista ha un impatto che fa bene a tutto il sistema cittadino», ricorda ancora Roscioli. Si riferisce alla propensione a spendere che ha un impatto significativo. Un esempio: in Italia i 2,4 milioni di ospiti che frequentano i ristoranti stellati generano ogni anno circa 498 milioni di euro di valore per il territorio, secondo i dati dell’osservatorio Jfc.
Da dove arriveranno i turisti nel 2026? C’è un ritorno consistente di israeliani e giapponesi. E ci sono nuovi flussi dall’India, dal Qatar e Dubai. Gli americani? Sono una tipologia in crescita costante. Lo dimostrano anche le nuove rotte che ha in serbo per il 2026 l’aeroporto di Fiumicino dove prevedono «un anno di ulteriore espansione, sia sulle rotte intercontinentali sia sul network europeo». Sul lungo raggio, il Nord America continuerà a crescere con i collegamenti RomaSeattle e Roma-Houston. Il volo RomaPerth estenderà le frequenze e si rafforzerà anche l’operativo estivo su Hong Kong. Ritorna a volare su Roma anche Air India da e per Nuova Delhi. Mentre il network europeo si arricchirà con nuove destinazioni come Glasgow, Birmingham e Billund. Le rotte confermano «la centralità di Roma come porta d’accesso transatlantica», sintetizzano da Aeroporti di Roma.





