Eni riorganizza l’attività di raffinazione e della logistica e fa confluire in una società creata ad hoc la maggior parte degli impianti di raffinazione in Italia, oltre che i depositi dei carburanti e gli oleodotti. La newco – la cui nascita era stata anticipata il 19 giugno 2025 dal Corriere della Sera – si chiama «Eni Industrial Evolution» (Eie) ed è operativa dal primo di gennaio 2026. Nel suo perimetro, sono inclusi gli impianti di raffinazione di Sannazzaro de’ Burgondi (Pavia), di Livorno e di Taranto e la partecipazione nella jv della raffineria di Milazzo, così come le quote nelle raffinerie del gruppo Eni all’estero, come il 20% di Ruwais negli Emirati Arabi (per il resto detenuta da Adnoc) e quelle in Germania. La nuova società comprende tutta la logistica in Italia: lo stabilimento di Robassomero (Torino), il Centro Ricerche Sud di San Filippo del Mela (Messina), i depositi, oleodotti e le partecipazioni in Ecofuel S.p.A e Costiero Gas Livorno Spa. Complessivamente, in Eie confluiranno circa duemila lavoratori, 1.965 in base al verbale firmato con i sindacati (esclusa Filctem Cgil che non ha firmato l’accordo). (Corriere della Sera)
Tecnicamente, l’operazione consiste nella cessione di un ramo d’azienda e il ramo ceduto è l’unità di business «Refining Evolution and Transformation» diretta da Umberto Carrara, che è diventato presidente e amministratore delegato di Eni Industrial Evolution. La società è separata dal gruppo e le attività svolte da Eie come la lavorazione di materie prime e semilavorati nelle raffinerie, lo stoccaggio e la consegna di prodotti nei depositi saranno oggetto di contratti tra Eni e Eni Industrial Evolution, a cui saranno trasferite le licenze e le autorizzazioni. A differenze delle altre attività scorporate in passato dal gruppo (che sono chiamate «satelliti» come Enilive e Plenitude), per Eie al momento non sarebbe prevista la cessione di una quota di minoranza.
Quale capacità hanno attualmente gli impianti scorporati? Sannazzaro de’ Burgondi (Pavia) ha una capacità produttiva fino a 11 milioni di tonnellate annue di prodotti petroliferi (gas, GPL, naphta, kerosene, benzine, gasoli e residuo concentrato). È collegata via oleodotto al porto di Genova e con i principali aeroporti lombardi. È in corso un progetto di bioraffineria da 550 mila tonnellate all’anno ma si prevede che la produzione di carburanti tradizionali prosegua. Taranto ha una capacità di lavorazione di 6,5 milioni di tonnellate annue di greggio, proveniente per circa il 60% dalla Val D’Agri, in Basilicata, attraverso un oleodotto di proprietà di Som (70% Eni e 30% Shell). La raffineria di Taranto rappresenta il più importante polo logistico del Sud Italia e fornisce al mercato circa 4 milioni di tonnellate annue di prodotti. Milazzo (JV paritetica tra Eni e Q8) ha una capacità di lavorazione di circa 10 milioni di tonnellate l’anno. Livorno è stata autorizzata a trasformarsi in bioraffineria e si prevede che i lavori per la conversione saranno completati entro fine anno, con una capacità di lavorazione di 500 mila tonnellate all’anno per la produzione di HVO diesel.
Una volta attivi i nuovi impianti di bioraffinazione saranno al servizio di Enilive, la controllata del gruppo Eni (il 30% è detenuto da Kkr) che ha in pancia oltre alle stazioni di servizio tutte le bioraffinerie realizzate dall’Eni. Gela, che ha una capacità di lavorazione di 736 mila tonnellate all’anno e che dal 2025 produce anche SAF (carburante sostenibile per l’aviazione), con una capacità di 400 mila tonnellate; Venezia, con capacità di lavorazione 400 mila tonnellate all’anno che salirà a 600 mila nel 2027; Chalmette (in Louisiana), che Eni ha in joint venture con PBF Energy e con una capacità di lavorazione in quota Eni di 550 mila tonnellate all’anno.
Al di fuori del perimetro di Enilive e di quello di Eie in Italia è rimasta la raffineria di Priolo (Siracusa), che fa capo al gruppo Eni e su cui sono in corso gli iter di autorizzazione per la trasformazione in bioraffineria. Il completamento della bioraffineria è previsto nel 2028; capacità produttiva 500mila tonn/anno. All’estero Eni ha due progetti: la bioraffineria di Pengerang, in Malesia, in joint venture con Petronas e Euglena, che si prevede sarà operativa dal 2028, e la bioraffineria di Daesan, in Corea del Sud; in joint venture con LG Chem, prevista nel 2027.





