Economia

Congedo parentale ai padri: da Barilla a Enel

Nel giorno della Festa del papà, torniamo a discutere delle soluzioni che potrebbero aiutare i padri a trovare un giusto equilibrio tra le responsabilità lavorative e quelle di genitori. L’obiettivo è capire come favorire la conciliazione vita-lavoro e incoraggiare la co-genitorialità. (Il Sole 24Ore)

Ecco alcune informazioni sul congedo parentale ai padri in Italia:

Regole in Italia:
I mesi di congedo parentale, cioè l’astensione facoltativa dal lavoro che può essere richiesta dai genitori lavoratori dopo il congedo di maternità/paternità obbligatorio, sono dieci mesi complessivi per entrambi i genitori.
Per ogni bambino, nei primi 12 anni di vita, ciascun genitore ha diritto di astenersi dal lavoro per un periodo complessivamente non eccedente – in relazione alla coppia – dieci mesi.
Solo se il padre lavoratore esercita il diritto di astenersi dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato non inferiore a tre mesi, il limite complessivo dei congedi parentali dei genitori è elevato a 11 mesi.
Il congedo parentale spetta al genitore richiedente anche qualora l’altro genitore non ne abbia diritto.

Soluzioni messe in campo dalle aziende:
Enel, ad esempio, offre ai papà 20 giorni di congedo retribuito e altri aiuti per sostenere la genitorialità e l’armonizzazione tra vita e lavoro.
Altre grandi aziende stanno seguendo l’esempio, riconoscendo l’importanza di promuovere la parità di genere e la condivisione delle responsabilità genitoriali.
La sfida di una popolazione sempre più anziana è reale, e favorire politiche che supportino i genitori è fondamentale per creare un ambiente di lavoro più equo e sostenibile.

Redazione

 

 

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