Internazionale

Usa, catena logistica in tilt: preoccupazione per il Natale

Con la catena logistica globale in tilt, comincia a diffondersi preoccupazione in vista del Natale. A due mesi di distanza, secondo i tecnici, ciò che non è stato spedito dall’Asia ad oggi, difficilmente arriverà per tempo.

Ieri il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha deciso di incontrare i grandi distributori commerciali, pubblici e privati, le compagnie di navigazione e i sindacati dei lavoratori portuali, per trovare un accordo per far lavorare i due grandi scali californiani 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Da questi scali passa il 40% dei container che ogni anno entrano negli Usa.

Come racconta il Corriere della Sera, l’accordo è stato chiuso e ha l’obiettivo di smaltire l’ingorgo di 60 navi portacontainer ad oggi ferme davanti ai porti. Gli sbarchi delle merci hanno subito gravissimi ritardi nell’ultimo anno, passando da 13 ore a 13 giorni, creando problemi di approvvigionamento.

Inoltre, la domanda tra i Paesi si attesta a livelli diversi, provocando così divari nei costi: spedire un pacco da Los Angeles a Shangai costa sette volte di più di quanto spedirlo dalla Cina.

In Asia la variante Delta ancora imperversa e le fabbriche in zone quali Malaysia, Vietnam o Indonesia, vengono chiuse. La Cina ha poi imposto limiti ai consumi elettrici nelle province e così in quella dello Shaanxi gli impianti di magnesio, fondamentali per la produzione di batterie, hanno subito rallentamenti. Secondo la società di consulenza Alix Partners, infatti, quest’anno saranno prodotte 7,7 milioni di auto in meno, pari al 10% della produzione mondiale.

Redazione

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