Attualità e politica

Molteni: “Lamorgese? 43.000 sbarchi al 18 settembre sono un problema”

“Il Green pass è uno strumento per ripartire e tornare alla normalità. In linea generale resto a favore del vaccino e contro l’obbligo vaccinale. La presenza della Lega ha evitato l’introduzione dell’obbligo vaccinale e del green pass nel trasporto pubblico locale, eventualità che avrebbe costituito una penalizzazione per i lavoratori pendolari”, a parlare è Nicola Molteni, sottosegretario all’Interno.

Il leghista, in un’intervista a La Verità, si dice a favore del vaccino, ma contro l’obbligo vaccinale. Sull’ultimo provvedimento, che prevede l’obbligo di green pass sul posto del lavoro, esistono per Molteni alcune contraddizioni: “Se il green pass è uno strumento per far ripartire il lavoro, non si capisce perché non si debbano riaprire discoteche e sale da ballo. Anche perché chiudere le discoteche significa far proliferare feste abusive, rave party e problemi di ordine pubblico. E poi esiste un altro tema da affrontare: il green pass applicato ai poliziotti”.

Proprio sui poliziotti, il Sottosegretario spiega che il tasso di vaccinazione si attesta intorno all’80%: “Ma è fisiologico che alla fine qualche migliaio di poliziotti non si vaccineranno. Ci saranno comunque problemi di organico. Gli insegnanti che non si vaccinano in teoria puoi sostituirli attraverso le graduatorie: i poliziotti no. Bisognerà fare una valutazione attenta da qui al 15 ottobre quando le regole diventeranno effettive. Ci stiamo già confrontando con i sindacati di polizia”.

Sull’operato del ministro Lamorgese, Molteni afferma: “Non ne faccio una questione personale. Dico soltanto che 43.000 sbarchi al 18 settembre sono un problema. In tempo di Covid chiediamo agli italiani sacrifici e limitazioni, e non possiamo consentire che l’immigrazione non gestita si scarichi sui territori provocando tensioni sociali. Valga da esempio positivo l’esperienza di Ferrara, dove un pezzo di città era divenuta enclave di illegalità e spaccio: ma con il lavoro e l’impegno dell’amministrazione è diventato un parco dove c’è socialità e buona integrazione”.

“La percezione di sicurezza dipende dall’illegalità diffusa: spaccio, occupazioni abusive, prostituzione, accattonaggio. Motivo per cui bisogna avere tolleranza zero, disincentivare e bloccare lo spaccio, e procedere con gli sgomberi dove necessario – continua Molteni – Per questo rivendico la stagione di Matteo Salvini al Viminale: in 14 mesi abbiamo fatto cose straordinarie. Un altro grosso errore è stato quello di aver tagliato, con la legge di bilancio dello scorso anno, il contingente dell’operazione Strade sicure, vale a dire i militari di pattuglia nelle città: passiamo da 7.000 unità a 5.000 nel 2022. In questo momento dobbiamo alzare il livello di attenzione nelle città, non certo abbassarlo”.

Redazione

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