Internazionale

Cina, arrestato l’imprenditore che voleva una società rurale più equa

È stato condannato per “occupazione illegale di terreni agricoli”, “intralcio alla funzione pubblica”, “raduno di folla per attaccare organi statali”, l’imprenditore cinese Sun Dawu. Ex soldato, si era licenziato dalla Agricultural Bank of China, per creare un’azienda agricola, che nel giro di qualche anno è diventata una delle più grandi del Paese.

Conta oggi novemila dipendenti per i quali Dawu ha creato una città ad hoc: scuole, ospedale da mille posti e medicine gratuite, uno stadio e un teatro. Ci vivono oggi 20mila persone. L’obiettivo dell’imprenditore era quello di avere una società rurale più equa e forse proprio per questo non era visto di buon occhio dal Partito, come tanti altri imprenditori privati.

L’11 novembre scorso è stato arrestato, insieme ad altri 19 tra familiari e soci dopo una disputa legale con un’azienda di Stato su alcuni terreni. I fondi sono stati congelati e ufficiali del Pcc hanno occupato gli uffici.

Ora è arrivata la sentenza e Dawu è anche stato condannato al pagamento di di 3,11 milioni di yuan (400 mila euro). In carcere anche i figli e due fratelli.

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