Internazionale

Madrid, dove le attività sono aperte, ha meno decessi di Milano

Un altro caso straordinario di andamento del contagio da Covid-19, oggetto di studi e riflessioni, è quello della città di Madrid. La politica spagnola è stata molto più permissiva rispetto a quella italiana e, nello specifico, lombarda, e nonostante questo Madrid registra un andamento migliore di Milano.

Come racconta il Corriere della Sera, a partire dalla stagione fredda nella regione del Nord Italia c’erano 107 nuovi positivi e 5 morti al giorno contro i 952 infetti e 50 morti di Madrid. Dal primo ottobre 2020 al 30 marzo 2021 in Lombardia si sono registrati in media 6.200 positivi ogni 100 mila abitanti, mentre a Madrid circa 5.800. La differenza più eclatante riguarda i decessi: 136 della Lombardia contro i 100 della Comunidad di Madrid.

A Madrid è stato imposto un coprifuoco alle 23, le chiusure sono state limitate ai singoli quartieri dove il contagio era più alto, e ristoranti, teatri e cinema sono rimasti quasi sempre aperti anche di sera. Una politica decisamente diversa per Milano, praticamente sempre in zona rossa. Eppure la città più attiva registra ora meno decessi, mentre nel capoluogo lombardo dove le restrizioni sono maggiori, i morti sono di più.

Tra i fattori che possono avere influito vi è l’età media. La Lombardia ha il 28% degli abitanti over60, mentre la Comunidad di Madrid ne ha il 26,8% rispetto all’intera popolazione. Il sistema sanitario lombardo aveva a inizio emergenza 9 posti letto di terapia intensiva ogni 100mila abitanti, mentre a Madrid sin da subito ce n’erano 14.

Alcuni studiosi spagnoli hanno pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet un’analisi che mostra le tre ragioni per cui Madrid ha saputo contenere meglio l’emergenza nonostante fosse più permissiva. Innanzitutto sono stati estesi a chiunque, anche negli ambulatori sotto casa, i test rapidi che hanno permesso di raddoppiare i controlli. Inoltre, sono state indette micro chiusure localizzate, che hanno coinvolto due milioni sui 6,6 totali della Comunidad di Madrid con la conseguenza – terzo fattore – che gli abitanti erano a conoscenza del tasso di contagio del proprio quartiere, e quindi sono stati più attenti e scrupolosi nel rispetto delle norme.

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