Attualità e politica

Vertice Giorgetti e Farmindustria: Mise assicura snellimento burocratico e risorse

Si sono messe ieri le basi per una partnership tra pubblico e privato per la produzione di vaccini in Italia. Si tratta di vaccini autorizzati, il cui brevetto rimane in mano alle azienda farmaceutiche.

Come racconta La Stampa, all’incontro ieri al Mise con Giorgetti, hanno preso parte il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi, il commissario Domenico Arcuri e il presidente dell’Aifa Giorgio Palù.

Il ministro ha promesso massima disponibilità del governo, “sia in termini di strumenti normativi che di mezzi finanziari”. Si è parlato infatti di una corsia preferenziale per snellire e superare velocemente tutti i passaggi e gli stalli burocratici e un adeguato supporto di risorse pubbliche.

Mercoledì prossimo il nuovo vertice in cui Scaccabarozzi porterà la lista delle imprese, tra le duecento associate a Farmindustria, che possono lavorare per l’infialamento (obiettivo a breve termine) e per l’acquisto di bioreattori (obiettivo a lungo termine).

Proprio sulla realizzazione ex novo delle dosi, l’associazione delle aziende farmaceutiche ha ribadito che i tempi saranno di almeno quattro mesi e che, considerando che in sei mesi le persone potrebbero aver ricevuto le dosi necessarie, hanno bisogno di certezze per avviare tutto l’iter.

“Una pianificazione nazionale sarebbe sicuramente utile anche per il futuro, in vista di una possibile rivaccinazione o di altre epidemie”, ha spiegato Scaccabarozzi.

A terra quindi le basi per la produzione in Italia dell’antidoto al Covid-19, considerando che, come ha ricordato Palù, il nostro paese già produce vaccini per conto di terzi e vanta diversi stabilimenti.

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