Attualità e politica

Venezia torna in giallo, ma i turisti non ci sono e i bar non riaprono

Il Veneto è finalmente tornato in zona gialla, quello che i cittadini e i lavoratori speravano da tempo. Purtroppo però la città sulla laguna vive di turismo e con il blocco agli spostamenti e la mancanza di turisti stranieri, è difficile per i gestori sostenere le spese.

Due negozi su cinque a Piazza San Marco non riapriranno, tra questi anche Murano Ars Cenedese, che esiste dagli anni ’60. Nella piazza gli affitti hanno un costo medio di 10mila euro ad arco e senza turisti è “antieconomico” aprire.

Stesso discorso vale per la ristorazione: sei ristoranti su dieci non riapriranno. Anche in questo caso, sono tanti i nomi storici che non potranno riaprire i battenti, come il caffè Florian, che accoglie i visitatori dal 1720. “Tenere aperto comporta una spesa giornaliera di 10mila euro e, con i soli clienti veneziani, in un giorno non riusciremmo a guadagnare più di 500-600 euro”, afferma a La Stampa Marco Paolini, amministratore delegato di Sacra, la società che gestisce il locale. Stessa sorte per il Grancaffè Quadri che ha avuto un calo di fatturato del 70%.

I musei riapriranno mercoledì, seppur inizialmente il sindaco Luigi Brugnaro aveva deciso di riprendere l’attività dei poli museali solo da aprile. Venezia vive grazie al turismo straniero, fatto di arabi, cinesi, americani, russi. Senza di loro e senza l’annuale festeggiamento del Carnevale, sarà difficile riprendere le attività.

Redazione

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