EconomiaLE TASCHE DEGLI ITALIANI

Stop al trasporto aereo: i numeri della crisi

Le persone non viaggiano più. C’è il timore di poter essere contagiati, ma non ci sono neanche i soldi. La crisi che si abbatte sul settore aereo non riguarda solo le compagnie aeree, ma colpisce una filiera ricca di player: società di catering, aziende di manutenzione, società produttrici di coperte, aziende che producono taralli o prodotti confezionati. Sono molte le imprese coinvolte dietro ad un viaggio aereo.

Alexandre de Juniac, direttore generale dello Iata, parla di 1,3 milioni di posti di lavoro a rischio. Nel 2020 si prevedono cali di fatturato del 50% pari a 419 miliardi di dollari, nel 2021 si stima un calo del 46% rispetto al 2019. Considerando che la metà dei costi delle compagnie sono fissi, l’unica soluzione percorribile è quella del taglio dei posti di lavoro.

Andrea Giuricin, docente all’Università Milano-Bicocca, spiega nell’inchiesta de Il Giornale, che “il trasporto aereo occupa mille addetti per milione di passeggeri: sono quindi a rischio – in tutto il comparto non solo nelle compagnie – 4,5 milioni nel mondo e quasi 200mila persone in Italia”.

In Europa il traffico aereo è diminuito del 73%, si salva leggermente quello nazionale, non sottoposto a continue variazioni di norme, quali quarantene o tamponi obbligatori, come in quello internazionale.

Le compagnie aeree hanno ricevuto già 162 miliardi di dollari di aiuti statali: la Iata chiede altri 60-70 miliardi. Da marzo sono già fallite o sul punto di farlo circa 40 compagnie. I livelli precedenti al Covid potrebbero essere raggiunti solo nel 2023 secondo lo Iata, mentre alcuni analisi parlano del biennio 2024-2025.

Negli Stati Uniti non si scendeva sotto la soglia dei 100mila passeggeri al giorno dal 1954. Klm ha annunciato che sarà costretta a licenziare 4.500 dipendenti, American Airlines 40mila, British Airways 12mila, Qantas 6mila, Ryanair altri 3.250.

Un terzo degli aerei della flotta mondiale non è utilizzato e giace nei parcheggi di Spagna, New Mexico, Arizona, California, tutte aree in cui il clima secco li danneggia e usura.

Le soluzioni

La Iata richiede ai governi regole comuni per tutti i Paesi, rendendo obbligatori i tamponi in tutti gli aeroporti del mondo evitando periodi di quarantena che scoraggiano i viaggiatori. L’obiettivo è quello di trasformare il trasporto aereo in una bolla Covid-free.

Nel frattempo ogni compagnia ha una sua strategia. Compagnie low cost come Ryanair, nonostante le perdite, mantengono il più possibile il servizio, Wizz air lancia nuove rotte con offerte che partono da 4,99€.

Secondo Antonio Bordoni, analista docente di Aviation alla Business School della Luiss, la ripresa del traffico aereo sarà inevitabile e improvvisa, da un giorno all’altro ripartirà perché le persone non possono fare a meno di viaggiare.

Redazione

 

 

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