È scaduto l’ultimo sconto fiscale sul gasolio deciso dal governo il 16 settembre. Quel provvedimento aveva già ridotto il taglio da 12,2 a 6,1 centesimi al litro (Iva compresa) e lo finanziava con tagli ai ministeri. Le accise mobili, annunciate da Meloni e dal ministro Urso, non sono ancora partite, e l’esecutivo prende tempo. (Sky TG 24)
Il 7 ottobre, da Spalato, la premier ha ribadito che le accise mobili restano la prima opzione. Ha spiegato che a settembre sono disponibili circa 170 milioni per questo scopo. Il governo però sta ancora valutando se usarli subito o tenerli come riserva per quando finiranno le altre misure di contenimento, anche in base alla tenuta del price cap.
Le accise mobili si finanziano con l’extragettito Iva legato ai rincari del greggio. Il Brent è sceso sotto i 100 dollari al barile, e questo potrebbe essere uno dei motivi per cui il governo rallenta. Nel frattempo il gasolio è tornato a salire.
Secondo il Mimit, mercoledì 7 ottobre il self sulla rete stradale costava in media 2,040 euro al litro per la benzina e 2,261 per il gasolio. In autostrada i prezzi erano 2,051 e 2,287. Eni aveva alzato il proprio tetto da 2,19 a 2,25 euro e poi lo ha riportato a 2,21. In questo modo ha recuperato 4 dei 6,1 centesimi di sconto persi.
Opposizioni e associazioni dei consumatori attaccano il governo. Secondo l’Adusbef, senza lo sconto un pieno di gasolio da 50 litri costa 3,05 euro in più. Per il Codacons, in soli due giorni il pieno è rincarato di circa 1 euro, mentre la benzina nello stesso periodo è scesa.





