Affianca cantieri, produttori di componenti e imprese della filiera nautica lungo il percorso di crescita in Italia e sui mercati esteri. Stiamo parlando del ruolo significativo di Sace, la Export Credit Agency italiana partecipata dal ministero dell’Economia e delle Finanze, anche per l’economia del mare. (Quotidiano Nazionale)
La prima leva è la gestione e protezione dei rischi: le coperture assicurative aiutano le imprese a tutelarsi dal mancato pagamento e dai rischi politici nelle operazioni internazionali, anche quando le commesse hanno tempi di realizzazione lunghi. La seconda leva è il supporto finanziario: le garanzie favoriscono l’accesso alle risorse necessarie per investimenti produttivi, innovazione, sostenibilità e capitale circolante connesso alle forniture.
A queste soluzioni si affianca il factoring di Sace Fct, che consente ai fornitori di anticipare l’incasso dei crediti commerciali e ottenere liquidità per la propria attività. Infine, advisory e business matching aiutano le aziende a incontrare potenziali clienti e a inserirsi nelle catene di fornitura dei grandi operatori internazionali. Sostenere l’intera filiera, dai cantieri ai fornitori specializzati, significa rafforzare la capacità del settore di acquisire e realizzare nuove commesse.
Secondo il Focus realizzato dall’Ufficio studi di Sace, la nautica è una componente di primo piano della Blue Economy italiana, che comprende portualità, logistica, turismo, cantieristica e molte altre attività legate al mare. Nel 2024 l’Economia del Mare ha contato oltre 250 mila imprese e 1,13 milioni di occupati, generando 80 miliardi di valore aggiunto diretto. Considerando le attività attivate nel resto dell’economia, il valore sale a 225 miliardi, pari all’11,4% del valore aggiunto nazionale.
All’interno di questo ecosistema, la nautica unisce grandi cantieri e fornitori di progettazione, propulsione, sistemi elettrici, componentistica, arredamento e tecnologie digitali. Il comparto coinvolge quasi mille imprese e oltre 168 mila addetti e genera più di 13 miliardi di valore aggiunto.
Le prospettive della cantieristica italiana sono sostenute dalla domanda di rinnovo delle flotte e dalla ricerca di soluzioni a minore impatto ambientale. L’aumento dei costi energetici e industriali, la disponibilità di competenze e la possibile interruzione delle forniture sono adesso tra le sfide da affrontare. Per le imprese italiane diventano quindi centrali innovazione, digitalizzazione e sostenibilità.
“La nautica italiana è una filiera di competenze: progettazione, componentistica, sistemi di propulsione, tecnologie digitali e servizi che lavorano insieme intorno ai grandi cantieri – sottolinea Antonio Bartolo, Direttore Area Centro di Sace –. È questa integrazione, unita al know-how specializzato e alla capacità di personalizzare le produzioni, a sostenere il posizionamento internazionale del settore. Nel 2025 l’export di imbarcazioni ha superato per la prima volta i 10 miliardi, in crescita del 40% rispetto al 2024”.
“Per consolidare questo risultato occorre continuare a investire lungo tutta la catena di fornitura, innovare e rafforzare la capacità delle imprese di realizzare commesse complesse. Sace – conclude Bartolo – sostiene da sempre la filiera della nautica, accompagnando cantieri e imprese fornitrici negli investimenti e nella crescita sui mercati internazionali”.





