Il Presidente del Comitato Militare della NATO a Palazzo Wedekind per l’ottava edizione della Scuola The Young Hope: sabotaggi, attacchi informatici e minacce ibride puntano a colpire la coesione dell’Alleanza.
Una riflessione sul ruolo dell’Alleanza Atlantica e sulle nuove minacce alla sicurezza europea. È quella proposta dall’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, Presidente del Comitato Militare della NATO, intervenuto all’ottava edizione della Scuola The Young Hope, tenutasi presso Palazzo Wedekind, a Roma.
L’Ammiraglio ha illustrato ai partecipanti la funzione dell’organismo che presiede, chiamato a tradurre gli indirizzi politici in strumenti operativi: «Trasformare le decisioni in consiglio militare, piani e capacità concrete». Un compito che, ha sottolineato, ha una dimensione collettiva: «Non a nome di un singolo paese, ma a nome di 32 alleati che hanno deciso di difendersi insieme».
Al centro dell’intervento, il quadro di sicurezza che oggi interessa il continente. «In Europa viviamo una pace sotto assedio», ha affermato Cavo Dragone, descrivendo una minaccia che non si manifesta più soltanto nelle forme tradizionali ma colpisce infrastrutture e servizi essenziali: «Ferrovie sabotate, GPS disturbati, attacchi informatici a ospedali, porti e reti elettriche».
Azioni diverse, ma accomunate da un unico obiettivo, che l’Ammiraglio ha indicato con chiarezza: «Il bersaglio è la nostra coesione». Un messaggio che richiama l’importanza dell’unità tra gli alleati come primo presidio di difesa, in uno scenario in cui la linea di confine tra pace e conflitto appare sempre più sfumata.
Per i giovani presenti, un’occasione per comprendere da vicino le sfide della sicurezza contemporanea e il valore della dimensione collettiva della difesa europea e atlantica.




