Mentre in Italia si torna a discutere di patrimoniale può essere utile dare un’occhiata ai «Conti distributivi sulla ricchezza delle famiglie italiane: statistiche aggiornate al quarto trimestre del 2025» appena messi sul sito dalla Banca d’Italia. Si tratta di un’indagine ricorrente che, spiega la stessa banca centrale, offre «una rappresentazione dettagliata della distribuzione della ricchezza tra i diversi gruppi della popolazione» e consente di «analizzarne l’evoluzione nel tempo». (Corriere)
Aumenta, nonostante tutto, la ricchezza della famiglie italiane ma resta concentrate nelle mani di quelle più fortunate.
Lo conferma il consueto studio dedicato al tema apparso sul sito di Bankitalia. Nel quarto trimestre del 2025, la ricchezza netta (che comprende immobili e attività finanziarie, al netto dei debiti) dei nuclei familiari italiani ammontava infatti a 453 mila euro, in lieve aumento rispetto al 2024 (431 mila euro per famiglia). Secondo il report di Via Nazionale “la distribuzione della ricchezza si conferma concentrata.
La Banca d’Italia diffonde i Conti distributivi sulla ricchezza delle famiglie a partire da gennaio 2024. Queste statistiche offrono informazioni sulla distribuzione della ricchezza delle famiglie, combinando gli aggregati di contabilità nazionale presenti nei conti patrimoniali con i dati campionari dell’Household Finance and Consumption Survey (Hfcs) – l’indagine armonizzata sui bilanci delle famiglie dei paesi dell’area dell’euro di cui fa parte quella condotta dalla Banca d’Italia. I dati sulla ricchezza e la sua distribuzione non potevano che riaccendere l’annoso dibattito sui modi per correggere questa eccessiva disuguaglianza.
Naturalmente una tassazione di quel genere è più armonica se realizzata a livello europeo, mentre non c’è un parallelo rispetto alla tassazione degli extraprofitti, che nel nostro paese sono più alti di quelli che si sono determinati in altri paesi europei. Io credo – aggiunge – che la risposta ottimale e strutturale sia quella a livello europeo, perché una tassazione solo in ambito italiano potrebbe produrre delle distorsioni, però io non credo che sia un tabù neanche nella dimensione nazionale”. “La patrimoniale è uno slogan che funziona bene sui social ma non funziona nella realtà. Se l’Italia aumenta le tasse ai ricchi, i ricchi se ne vanno dall’Italia. E così abbiano meno gettito per la sanità, per la scuola, per la sicurezza. Dunque è uno slogan che funziona a parole ma nella sostanza è un autogol”, sostiene il leader di Iv, Matteo Renzi, secondo cui “il vero obiettivo è far pagare meno ai poveri, non di più ai ricchi”.





