Economia

Industria, dai beni strumentali la spinta ai ricavi +0,6% nel 2025

Dicembre in recupero per il fatturato dell’industria, che cresce di mezzo punto rispetto al mese precedente, del 3,6% su base annua, con progressi visibili (e più ampi) anche per quanto riguarda il volume, quando viene sterilizzato l’effetto dei prezzi. Scatto, quello di dicembre, che su base annua è trainato in particolare dai beni strumentali, in crescita di quasi 10 punti percentuali, probabile effetto anche dello schema di incentivazione di Transizione 5.0. (Sole 24 Ore)

Tra i raggruppamenti di industrie, bene in particolare i cosiddetti “beni strumentali”, quelli utilizzati per la produzione e non direttamente destinati al consumo, come macchinari, attrezzature e impianti. Molto positivi anche i dati sui beni di consumo in generale, che nel 2025 hanno registrato diversi incrementi. Tra i servizi, invece, vincono quelli legati all’informazione e alla comunicazione.

Buoni anche i dati sul mercato estero: l’Istat spiega che, lo scorso anno, il fatturato dell’industria ha registrano aumenti dell’1,3% in valore e dello 0,7% in volume. Considerando poi il calendario e i fattori stagionali, a dicembre 2025, il fatturato dell’industria, registra un aumento tendenziale in valore del 3,6% e in volume del 4,8%, con una crescita rilevante sia sul mercato interno sia su quello estero. Anche per il settore dei servizi, al netto degli effetti di calendario, si rileva un aumento tendenziale, del 2,9% in valore e del 2,7% in volume.

Secondo il Codacons si tratta di dati “deludenti”, che non consentirebbero all’industria di recuperare le perdite del biennio 2023-2024. Per l’associazione che difende i diritti dei consumatori, questo trend riflette i tagli di spesa operati dalle famiglie nel corso del 2025 e la crisi dei consumi in corso nel nostro Paese e per cui il governo dovrebbe studiare misure efficaci, partendo dal potere d’acquisto e dai consumi dei cittadini. Concorda l’Unione nazionale consumatori: “Rialzo insufficiente – ha commentato il presidente dell’Unc -. I dati sono deludenti e inadeguati. Il flebile recupero del 2025 non basta a rimontare nemmeno lontanamente quanto perso in questi ultimi anni”.

Redazione

 

 

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