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Energia, in aumento il prezzo unico nazionale: ecco perché e cosa cambia

Tensioni geopolitiche e aumento del costo del gas naturale. Sono queste le ragioni alla base dei picchi registrati dal PUN, il Prezzo Unico Nazionale, ovvero l’indicatore che esprime il valore dell’energia elettrica negoziata sul mercato all’ingrosso italiano. La rilevazione del 9 febbraio 2026 registrava un valore pari a 0,13683 euro per kilowattora, un livello significativo confermato dalle media delle quotazioni nazionali e anche dall’andamento della scorsa settimana, visto che a inizio febbraio il Gestore dei Mercati Energetici ha registrato un prezzo medio di acquisto di 140,74 euro per megawattora, decisamente superiore delle medie storiche. (Sky TG 24)

Il prezzo del PUN viene stabilito quotidianamente sulla Borsa Elettrica e vale per il giorno successivo. A livello pratico, il dato che viene normalmente utilizzato è quello mensile, ottenuto calcolando la media delle quotazioni giornaliere ponderata sulla quantità di energia effettivamente scambiata. Questo parametro riveste un ruolo centrale per i consumatori, poiché influisce in maniera significativa sul costo finale dell’energia pagata dalle famiglie. A parità di consumi, un incremento del Prezzo Unico Nazionale si traduce automaticamente in una spesa più elevata in bolletta, mentre una sua riduzione può alleggerire i costi mensili.

Redazione

 

 

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