L’inflazione cinese a dicembre ha registrato l’accelerazione più rapida degli ultimi tre anni, in un contesto di ripresa trainata principalmente dall’aumento dei costi alimentari che nasconde una più profonda pressione deflazionistica. (Sole 24 Ore)
L’indice dei prezzi al consumo della Cina ha registrato il rialzo più consistente dal febbraio 2023, crescendo dello 0,8% rispetto all’anno precedente, in linea con le previsioni. Per l’intero anno solare, l’inflazione è stata pari a zero, il livello più basso dal 2009, secondo i dati diffusi venerdì dall’Ufficio Nazionale di Statistica.
Afflitta dal crollo del mercato immobiliare e dal calo dei consumi, la seconda economia mondiale ha faticato a superare la pressione deflazionistica dalla fine della pandemia, soprattutto perché la sovrapproduzione in alcuni settori ha portato a un eccesso di offerta di beni e ha spinto le aziende a ridurre i prezzi per sopravvivere.
Ciononostante, la ripresa degli utili, la ripresa della spesa per il lusso e delle vendite al dettaglio e altri fattori dovrebbero guidare la ripresa delle azioni. HSBC mantiene la sua preferenza su China Resources Land, C&D International Investment Group e Seazen Group. I tre titoli sono valutati come «buy» (acquistare) in quanto si prevede una ripresa degli utili a partire dal 2026.
Sempre a livello congiunturale, la produzione industriale in Germania è cresciuta a sorpresa, per il terzo mese consecutivo: l’istituto di Statistica federale ha annunciato infatti un aumento dello 0,8% nel novembre 2025, rispetto al mese precedente. Gli analisti si aspettavano una contrazione dello 0,7%. Un aumento dello 0,8 si registra anche rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, laddove era atteso un calo dell’1%. A ottobre la produzione era aumentata del 2,0% rispetto a settembre. “Lo sviluppo positivo della produzione a novembre si deve in gran misura alla crescita del settore auto”, si legge nel comunicato del Destatis. Qui la crescita segna un +7,8% rispetto a ottobre. Bene anche la produzione delle macchine industriali mentre arretra quella dell’energia (-7,8%).





