A gennaio, la lettura dei dati previsionali dell’indagine PMI indicano che la produzione del settore privato dell’Eurozona continua a segnare una crescita. L’attività economica è aumentata grazie al maggiore flusso di nuovi ordini, mentre l’ottimismo per le previsioni future è salito ad un picco in 20 mesi. Analizzando aspetti meno positivi, le aziende hanno ridotto il personale per la prima volta in quattro mesi, visti i tagli occupazionali registrati in Germania. Allo stesso tempo i tassi di inflazione dei prezzi di acquisto e di vendita sono risultati più veloci di dicembre, con l’inflazione dei prezzi di vendita che ha indicato il valore più forte da aprile 2024. (Teleborsa)
L’Indice HCOB PMI Flash Composito di Produzione dell’Eurozona, basato su circa l’85% delle consuete risposte finali dell’indagine e redatto da S&P Global, una volta destagionalizzato è risultato invariato da 51,5 di dicembre. Questo valore segnala una produzione del settore privato dell’eurozona di nuovo in modesto rialzo. Malgrado l’attività economica continui a mantenere un andamento in crescita, quest’ultima espansione è stata la più lenta da settembre, indicando peraltro un valore già registrato. Salgono a 13 i mesi in cui la produzione indica dunque un incremento. La produzione manifatturiera di gennaio torna in territorio di crescita, dopo il primo calo in dieci mesi a fine 2025. Il tasso di espansione è stato tuttavia solo marginale. Allo stesso tempo, il settore terziario ha indicato una crescita sostenuta, ma anche qui il valore segnalato è il più debole in quattro mesi.
A limitare l’espansione complessiva di gennaio è stato ancora una volta il calo dei nuovi ordini in Francia, dove la produzione registra il primo calo degli ultimi tre mesi. L’indebolimento della Francia si è contrapposto alla crescita tedesca e del resto dell’eurozona. Di fatto, la forte crescita dell’attività in Germania è stata la più elevata da ottobre. Le aziende monitorate dell’eurozona hanno continuato a riportare rialzi della produzione grazie all’aumento dei nuovi ordini, che con gennaio segnano il sesto mese consecutivo di rialzo. Tuttavia, l’ultima espansione delle commesse ricevute è stata solo marginale e la più lenta da settembre 2025. La crescita di nuovi ordini totali continua ad essere frenata dal calo dei nuovi ordini esteri (che includono il commercio intra-eurozona), che hanno indicato una diminuzione modesta ma minore di dicembre.
Se a gennaio la produzione ed i nuovi ordini continuano ad aumentare, l’occupazione dell’eurozona si è ridotta, concludendo tre mesi consecutivi di crescita. Anche se marginale, il tasso di riduzione degli organici è stato il maggiore in quasi un anno. I posti di lavoro del terziario sono rimasti invariati, dopo una sequenza di creazione occupazionale durata quasi cinque anni, mentre gli organici manifatturieri hanno continuato a ridursi lievemente. I dati nazionali hanno precisato che la riduzione del personale dell’eurozona si è concentrato in Germania, con elevati tagli nel settore. Di fatto, escludendo la pandemia da Covid-19, il calo dell’occupazione tedesco è stato il più elevato da novembre 2009. In Francia e nel resto dell’eurozona, i posti di lavoro hanno invece continuato ad aumentare. Nonostante il calo dell’occupazione e visto il calo delle commesse in arrivo, le aziende hanno potuto ridurre il cumulo di ordini inevasi. Quest’ultima riduzione è stata peraltro elevata, la maggiore da maggio 2025.





