Economia

Fondazione Fincantieri ricorda la storia della navalmeccanica italiana

Varata dalla Fondazione Fincantieri la storia della cantieristica italiana nell’età contemporanea per la memoria storica e industriale del settore, di cui è appena stato pubblicato il primo (di cinque) volume, “Dall’Unità all’età giolittiana (1861-1913)”, scritto da Roberto Giulianelli, Prof. di Storia economica, Storia del lavoro e Storia dell’ industria e dei consumi alla Facoltà di Economia “Giorgio Fuà” dell’Università Politecnica delle Marche. (Ansa)


Per l’Italia dell’Unità nel 1861 la cantieristica è uno dei settori produttivi di maggior rilievo data la vocazione marittima del Paese e la tecnologia che rivoluziona i trasporti navali e la cantieristica, con il legno per scafi sostituito prima da ferro e poi da acciaio; le vele dal motore. La navalmeccanica italiana dopo un certo ritardo nell’innovarsi, dalla fine degli anni ’80, con gli aiuti dello Stato, compaiono grandi gruppi integrati.
L’opera mira a mettere in luce il ruolo di questo settore nello sviluppo economico del Paese analizzando le profonde trasformazioni e la rapida evoluzione di quegli anni.

“La storia di Fincantieri è anche storia del Paese: dall’Unità d’Italia ai giorni nostri, ripercorrerne le vicende significa attraversare le trasformazioni economiche, sociali e tecnologiche che hanno segnato l’Italia contemporanea. La memoria” intesa non come “esercizio di conservazione” ma “risorsa essenziale per orientare il futuro”, spiega Lorenza Pigozzi, EVP Direttore comunicazione strategica del gruppo Fincantieri e membro del Cda della omonima Fondazione.

Redazione

 

 

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